Bollito di Celtics?

Domenica seguivo Cavs-Celtics su Sport Italia, ennesima dimostrazione di forza di LeBron a cui nessuno riuscirà più a strappare il titolo di MVP anche quest’anno; ennesima dimostrazione delle cose che non vanno nei Celtics.

Bagatta a battuto molto sul fattore età in maglia bianco-verde, ed effettivamente può essere così: i Celtics sono vecchiotti e perdipiù malconci fisicamente.

Dopo un inizio più che brillante da 23-5 non si sono più ripresi, facendo segnare solo un pessimo 18-19 da li in poi: calo drastico salvato dal bonus di vittorie accumulato ad inizio stagione.

Manca Garnett, perché quello che vediamo ora non è The Big Ticket (e qualcuno spieghi a Bagatta che il soprannome non viene dal fatto che a Minnie facesse vendere tanti biglietti) ma una sua versione decisamente inferiore e sotto sedativo. Con tutta evidenza, l’infortunio che lo ha costretto ai box negli scorsi playoff sta lasciando strascichi ancora oggi.

Paul Pierce è l’ombra di quello di due anni fa, contro LBJ ha mostrato un inferiorità mentale preoccupante, affossata con la stoppata a tabellone da parte del Prescelto e non seguita da un tentativo di vendetta, almeno in difesa ma da chiari gesti di sconsolazione e impotenza.

Ray Allen fa il suo, ma non è ovviamente il primo giocatore su cui puntare (anche se spesso è così), dato che rimane il più vecchio i il più in declino (fisicamente) fra i big three, salvato da un tiro meraviglioso e dalla continua voglia di rimanere competitivo.

Rondo è diventato il vero leader di questa squadra, ma rimane discretamente pasticcione in fase di costruzione del gioco (contro Cleveland si sono visti troppi pick&roll dettati dal vuoto tattico).

Tutto male dunque, ma ho come il sospetto che a Boston siano ben consci di non essere giovani e freschi, dunque abbiano deciso di tirare il freno a mano volutamente in ottica playoff. Anche Sheed, criticatissimo, è stato preso esclusivamente per la post season, dato che è un paio di anni che in regular fa ampiamente i comodi suoi e per Finley dovrebbe valere lo stesso discorso.

I Celtics sono si vecchi e in difficoltà al momento, ma io starei cauto nel darli per bolliti.

Alcol e Azzardo, la fine di Iverson?

Stephen A. Smith del Philadelphia Inquirer dipinge di nero il presente e il futuro di Allen Iverson. Non bastano gli ultimi anni bui a livello prettamente cestistico, con un fallimento dopo l’altro, culminati nell’ abbandono a tempo indeterminato dei ritrovati 76ers dopo le esperienze decisamente pessime a Denver, nella Motwon e a Memphis; ci si è messa anche la vita, con una figlia malata (sarà ver?) e con la moglie che chiede il divorzio ( il 4 marzo) e A.I. , se le fonti verranno confermate, che cade nella terribile e stritolante morsa dell’alcol e del gioco d’azzardo, preludio di un declino più verticale che mai.

In realtà il problema del gioco sarebbe così serio e così risalente (e forse fonte del buio dell’ultimo periodo sportivo, o ad esso contemporaneo) che Iverson sarebbe stato messo al bando dai Casinò di Detroit e Alantic City.

Ripetiamo, tutto da confermare.

Sarebbe il capolinea più brutto.

L’aria fresca che fa bene ai Mavs (e fa contento Cuban)

Chi ne è uscito meglio dall’ultima trade deadline? Per ora non ci sono dubbi: i Dallas Mavericks.

10 vittorie nelle ultime 10 uscite da quando sono arrivati Caron Butler e, soprattutto, Brendan Haywood. Si Haywood è il nome che conta, perché Dampier coi suoi limiti e con la sua assenza aveva determinato una latitanza di peso nel front-court dei Mavs. Butler fra i due è ovviamente la stella, ma il centro ex Wizards pare essere davvero il tassello che mancava.

Le 10 vittorie sono la miglior strisca da almeno 3 anni e permettono di dire che Dallas è la squadra più in palla del momento.

Saranno avversari tosti ai playoff? Io credo di si. Sia Haywood che Butler sono giocatori che sanno come farsi sentire se stimolati, Butler potrebbe diventare importantissimo in chiave difensiva se accoppiato con Shawn Marion e Jason Kidd; Jason Terry e DeShawn Stevenson sono due guardie che quando entrano in ritmo sanno fare male; l’attacco in generlae comunque non sembra un problema, anche perché a guidarlo c’è uno dei migliori playmaker di sempre.

Tutto sta girando bene, i nuovi arrivi hanno rinnovato l’entusiasmo,anche quello di Mark Cuban.

L’aria fresca ha risvegliato gli intorpiditi Mavs, ma sara una brezza rinfrescante o addirittura un vento che riuscirà a spingerli per tutto il cammino dei playoff?

Toronto c’è, ma non basta

Troppo forte Cleveland. Toronto regge bene per tutta la partita, senza Bosh, ma nel supplementare esce tutta la forza dei Cavs. Forza mentale, nella seconda serata di un difficilissimo back to back in trasferta contro due tra le migliori 4 avversarie della stagione a est. Dopo un leggero calo dopo la sconfitta a Orlando di domenica scorsa, Cleveland dimostra tutta la propria solidità, e conferma il primato nella nba.

Toronto gioca bene per tutti i tempi regolamentari, e quasi si porta a casa la seconda vittoria contro i Cavs in stagione, e se Bosh fosse stato della partita, il risultato avrebbe potuto anche essere diverso. Seconda sconfitta consecutiva, in casa, ed è un peccato perchè sono state due partite equilibrate e perse solo all’ultimo, contro due squadre fortissime (Portland e Cleveland). Ora si comincerà a parlare di crisi, del fatto che il calendario ha facilitato la striscia vincente, e che contro squadre solide i Raptors non riescono a vincere, tutto vero, ma la squadra c’è, e ai playoff potrà dire la sua, sia contro Atlanta, che contro i Celtics.

Andrea: bene questa sera, sia in attacco che in difesa. Prestazione solida quello che ci si aspetta da Andrea senza Bosh, bene – 7

Marco: altra serata senza vedere il campo, non ci sono più parole per descrivere il suo momento no – DNP

Caro, vecchio, Mr. Triple Double

Una delle più grandi prestazioni di tutti i tempi“.

L’ha detto coach Carlisle stanotte, dopo una partita coi fiocchi dei suoi Mavs contro Atlanta, conclusasi solo all’overtime.

Si, perché Jason Kidd, futuro hall of famer, anziano quanto volete, ma sempre poeta del basket, ha messo su una partita incredibile, sia a livello di numeri che di leadership (guardatevi i video in cui fa a sportellate con coach Woodson che stava dentro il campo mentre passava un Giasone in cerca di punti facili, che intelligenza superiore!) dato che grazie a lui Dallas ha recuperato un deficit di 15 punti nell’ultimo quarto.

Non correrà più come ai bei tempi, non salterà più come 7-8 anni fa ma, signori, nella testa di Jason Kidd il cervello ha la forma di una palla a spicchi e il risultato è una tripla doppia da 19 punti (pesantissimi), 17 assist e 16 rimbalzi. Roba per pochi, pochissimi. La cosa gli era riuscita già nel ‘96 e negli ultimi 20 anni gli unici a bissare una performance del genere sono stati Magic e Larry Bird.

La prima triple double di questa stagione, la centoquattresima della carriera, forse la più bella, dato che è arrivata a 36 anni.

Poesia, solo poesia…

TO: stop in casa contro Portland

Stop in casa per Toronto, contro una solida Portland. E bisogna dire che ci sta. Toronto regge bene tre quarti di partita, senza mai dominare, ma gestendo la parità e piccoli vantaggi/svantaggi. Nel quarto quarto Portland prende il largo, ma non mostra mai segni di dominazione. Gara equilibrata, a dispetto di quanto dica veramente il punteggio finale. I Blazers sono sembrati più squadra, solidi in tutti i fondamentali, soprattutto sotto canestro, nonostante l’assenza di Camby. A Toronto è mancato soprattutto Chris Bosh, con un Bargnani leggermente affaticato e un Nesterovich titolare, non proprio in giornata. Anche la panchina ha deluso, ma finalmente si è visto un buon Turkoglu.

Andrea: serata no, ma fa bene vedere che anche in una serata no mette comunque 15 punti  e 6 rimbalzi a referto. Purtroppo il tiro andava e veniva, e nei momenti che contano ha sempre dato forfait. Ci si aspetta di più da Andrea in mancanza di Bosh, ma probabilmente c’è un po’ di stanchezza arretrata. – 5

Marco: Triano ci ha provato nel primo quarto, ma il Beli non c’è proprio. Un paio di tiri forzati, poca difesa, e due miseri punti. In una serata in cui c’era bisogno della panchina, Marco ha risposto assente – 4

NY: buona prestazione a Boston, ma ovviamente non basta

Alti e bassi per i Knicks, e considerato che la squadra ha cominciato a giocare insieme da meno di una settimana, ci può anche stare. Ieri notte una buona prestazione a Boston, che comunque non è bastata per la vittoria, ma coi Celtics va bene così.

McGrady un po’ acciaccato, e allora è Rodriguez a prendere il controllo delle operazioni, seguito a ruota dai “vecchi” Harrington e Lee. Bene anche Chandler, ma Gallinari rimane un’entità avulsa dal gioco della squadra, e questo non va bene.

Boston gestisce bene i momenti che contano, e deve imparare a farlo con consistenza se vuole avere una chance per il titolo, ma la squadra al momento sembra un gradino sotto alle altre favorite (LA su tutte a ovest, Cleveland e Orlando a est, Atlanta sullo stesso piano di Boston). In più il debutto di Nate non è certo dei più positivi, a conferma delle grosse perplessità che buona parte della stampa ha dimostrato fin da subito, sull’effettiva utilità di questa trade sul fronte Celtics.

Danilo: ancora una serata difficile. D’Antoni continua a tenerlo in campo mezz’ora a partita, ma in un’altra squadra, e con un’altro allenatore, faticherebbe a vedere il campo (leggi Belinelli a Toronto) – 4

Free agent 2010: la situazione

Dopo la trade deadline, abbiamo ora un quadro decisamente più chiaro su chi potrà proporre contratti vantaggiosi agli ambiti free agent di quest’estate. Vediamo in breve la situazione, con indicato il monte stipendi a libro paga per la stagione prossima:

New York Knicks $17.8M: si vorrebbe una superstar (LBJ, Wade), un giocatore di primo livello (Amare, Smith), e la conferma di Lee e T-Mac con contratti ridimensionati (difficile per il primo, più facile per il secondo, da valutare in questo finale di stagione). Peccato solo aver perso la prima scelta (non protetta, a favore di Utah), e aver sprecato la prima scelta 2009 (di certo Jennings non sarebbe stato ceduto a Houston). Previsione realistica: Arriverà il giocatore di primo livello, probabilmente Amare, confermati Lee e T-Mac, forse si convincerà Minnesota a cedere i diritti di Rubio.
Quintetto ipotetico: Rubio, McGrady, Gallinari, Stoudamire, Lee – 7

Miami HEAT $24.3M: probabile che Wade rimanga, ma di certo non ha preso bene l’immobilità della squadra sul fronte mercato per tutta questa stagione, vero è che poteva offrire ben poco alle altre squadre per eventuali scambi. Se Wade rimane, concluderanno l’acquisto che si vocifera da anni: Carlos Boozer, e probabilmente rifirmeranno O’Neal a poco prezzo, ma serve anche un play. Se Wade se ne va, rifondazione: 5 giovani, e squadra sul fondo della classifica per qualhe anno, sperando in qualche buona scelta al draft.
Quintetto ipotetico con Wade: -, Wade, Beasley, Boozer, O’Neal – 6, senza Wade: Chalmers, Cook, Beasley, e due scelte al draft, o acquisti giovani. – 5

New Jersey Nets $26.0M: la squadra messa peggio quest’anno, potrebbe essere quella messa meglio sul mercato dei FA. Peccato solo che i Nets siano una piazza poco appetibile per una superstar, perlomeno finchè resteranno a East Rutherford. Se pescheranno Wall al draft avranno anche buone pedine di scambio sul piano guardie, con Douglas-Roberts buon sesto uomo, e uno tra Courtney Lee o Harris in partenza.
Quintetto ipotetico: Harris, Wall, -, Yi, Lopez – 6.5

L.A. Clippers $26.1M: altra squadra che potrebbe tentare l’approccio a LBJ, e sicuramente sia la piazza, sia la base di giocatori, in questo caso non mancherebbero. Speranze concrete di ottenere una superstar? Comunque poche. LeBron se si muoverà (e a mio avviso non lo farà, ma molto dipende anche da come finirà questa stagione) lo farà solo per una destinazione, e di sicuro non è LA, che ha già il suo fenomeno dall’altra sponda dello Staples center.
Quintetto ipotetico: Davis, Gordon, Griffin, -, Kaman – 6.5

Washington Wizards $29.2M: Washington si è mossa davvero bene quest’anno, solo che la fortuna da qualche anno non sta assistendo la capitale. A giugno hanno confermato i big three, nel tentativo di dargli una possibilità di competere insieme per un’intera stagione, e in più hanno aggiunto ottimi comprimari (Miller e Foye per la loro prima scelta al draft, buona decisione), qualche buon giovane (Blatche e Young), e uno tra i migliori allenatori sulla piazza (Flip Saunders), voto 8. Poi lo spogliatoio si è sciolto sotto i risultati che non arrivavavano, e il caso Arenas ha dato il colpo decisivo. Nessun problema, via due dei big three (i più commerciabili) per un paio di giocatori decenti e una serie di contratti in scadenza, e più di 20 milioni liberati per i free agent 2010, voto 9. Piccolo problema, Howard si infortuna per tutta la stagione dopo 2 partite, e Arenas continua a rimanere a libro paga, quanti giocatori saranno disponibili a prendersi il rischio di giocare con lui la stagione prossima?
Quintetto ipotetico: Arenas, Foye, Howard, scelta al draft, Blatche – 6

Sacramento Kings $30.2M: Sacramento ha spazio, ma sembra abbastanza evidente che si sta puntando sui giovani, e probabilmente su un’altra buona scelta al draft, magari tra i lunghi.
Quintetto ipotetico: Evans, Udrih, Casspi, scelta al draft, Landry – 7

Chicago Bulls $31.9M: qui si che ci sarebbe la volontà seria, e le possibilità concrete di dare la caccia a Wade. E se riuscisse il colpaccio si avrebbe una delle squadre migliori a est. Se Wade non firma, comunque ci sono molti giovani su cui si può puntare.
Quintetto ipotetico: Rose, Wade, Deng, Gibson, Noah – 8

Minnesota Timberwolves $35.1M: le speranze di firmare qualcuno di importante sono davvero poche. Si punta sui giovani, e si risparmia qualche soldo per le stagioni a venire, ma la situazione Rubio è pesate come una spada di Damocle sulla testa di David Kahn.
Quintetto ipotetico: Flynn, Brewer, Gomes, Love, Jefferson – 5.5

Quello che è certo è che il mercato sarà condizionato dalle scelte dei “big three”. Se loro si muoveranno, si muoveranno tante altre pedine. Se loro rimarranno nelle squadre attuali, il mercato sarà poco mosso. E tra i tre, forse quello che sarà più decisivo sarà LBJ. Donnie Walsh il primo luglio andrà da LeBron e gli dirà: “noi abbiamo spazio salariale per garantirti un massimo contratto, più la possibilità di firmare chiunque altro tu voglia in squadra. Se vieni a giocare a NY, ti scegli un compagno, noi aggiungiamo T-Mac e qualcuno dei nostri giovani (tipo Lee), e proviamo a vincere”. Se LeBron dirà di si, Wade non rimarrà incastrato a Miami, e probabilmente o si unirà al prescelto, oppure andrà a giocare nella sua città (Chicago), con una squadra già rodata e piena di giovani talenti. Personalmente ho la netta sensazione che Bosh rimarrà a Toronto, ma potrebbe anche voler tornare a casa, e se lo firmasse Dallas, libererebbe Nowitzki sul mercato. Un’ultima chance la avrà anche Miami, che potrebbe convincere o Bosh o LeBron a giocare in Florida insieme a Wade, e in più potrebbe usare Beasley come pedina di scambio, e O’Neal e Haslem in eventuali sign&trade per giocatori di panchina. Tutti gli altri giocatori, a partire da Amare e Boozer, si adatteranno a quello che succederà coi big three.

Infine, bisogna sempre valutare gli interessi economici e di mercato: New York è il mercato commerciale principale d’America (insieme a LA), e Stern farà di tutto per aiutare una squadra in tale mercato, così come ha fatto per Boston un paio di anni fa. Chicago viene subito dopo NY e LA, e quindi potrebbe anche sperare di entrare nei giri che contano. Miami ha meno speranze da questo punto di vista, ma l’appeal di uno dei posti migliori in cui vivere, quindi sarà della partita. E forse si può aggiungere a queste tre anche Boston, che ha tanti veterani che potranno essere ceduti per fare spogliatoio, in cambio di giovani talenti. Le altre sono fuori, senza ombra di dubbio. Ma che dire di Chris Paul, incastrato in una New Orleans, che dopo aver vinto il Superbowl, ha occhi solo per i Saints?

Knicks: la scossa dura solo una partita

Ci si attendeva un’altra buona prestazione dai nuovi Knicks questa notte in casa contro Milwaukee. E invece è arrivata una tra le più brutte partite dell’anno, con un season low di 67 punti.

Knicks che partono con Rodriguez e McGrady in quintetto, ma che vanno subito sotto grazie alla serata di grazia di Bogut. Milwaukee in controllo per tutta la partita, e New York inesistente. Sembra di essere tornati alla settimana scorsa, prima che la trade cercasse di dare una scossa all’ennesima stagione travagliata.

T-Mac, ancora sofferente per l’operazione al ginocchio dell’anno scorso, gioca poco meno di 30 minuti, e insieme al solito David Lee, è l’unico a salvarsi dei padroni di casa.

Danilo: migliora decisamente in difesa, ma la sua presenza in campo è praticamente nulla negli schemi offensivi. Basti pensare che il primo canestro dal campo arriva nel quarto quarto, e conclude con soli 5 punti. Periodo brutto. Mezzo punto in più perchè si trova spesso a difendere gicatori più piccoli e veloci di lui, e li tiene bene - 4.5

Toronto in rimonta su Washington

Buona partita per Toronto ieri sera, contro un’avversaria che ha comunque rappresentato una squadra ostica da battere. Abbiamo detto in precedenza che New York ha avuto una forte scossa dalle ultime trade, e sicuramente la stessa cosa può essere detta per Washington. TO ha sofferto fino a 5 minuti dalla fine, quando ha rimontato lo svantaggio e chiuso la partita, soprattutto grazie alle prestazioni difensive di Bargnani.

Washington, un po’ a sorpresa, ha azzeccato le mosse di metà stagione, e pianificato una ricostruzione che potrà essere più rapida del previsto. Howard è rinato, Foye rimane un ottimo giovane, Thornton un buon giocatore, Blatche sta esplodendo come centro, e il ritorno di Arenas l’anno prossimo, più i quasi 20 milioni di spazio salariale guadagnato, possono far ben sperare i tifosi dei Wizards.

Toronto gioca bene anche senza Bosh, e lancia la sfida a Boston per il primato nella division. Peccato per un inizio di stagione non proprio esaltante, altrimenti la missione non sarebbe stata proprio impossibile.

Andrea: ottimo primo tempo, sia in attacco che in difesa. Più sonnacchiosa la ripresa, e se la gara fosse finita al settimo minuto del quarto quarto avrebbe meritato un dignitoso 6.5. Le giocate difensive che hanno rivoltato la partita (3 stoppate clamorose in azioni consecutive) a 5 minuti dalla fine, rendono questa una delle migliori prestazioni della stagione – 8.5

Marco: purtroppo, e dico davvero purtroppo, mi ero dimenticato del Beli e ho fatto uscire il post senza la sua valutazione. Ero completamente in linea con Triano, che se l’è ancora dimenticato in panchina. Molto, molto male – DNP